Effetti speciali nel cinema: dagli sfx ai vfx 3D
Cinema

Effetti speciali nel cinema: cosa c’è dietro i video di un film

    Effetti speciali nel cinema: cosa c’è dietro i video di un film

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    Cosa sono gli effetti speciali? Nella loro definizione classica sono tecniche e tecnologie utilizzate non solo nel cinema, ma anche in tv o nel teatro, per simulare degli eventi. Quali? Quelli difficili o impossibili da rappresentare in modo tradizionale, perché troppo costosi e pericolosi. O semplicemente contrari alle leggi della natura.
    Dunque, nell’industria dell’intrattenimento, quando non è “economico o sicuro usare le cose reali” si passa agli effetti speciali.

    Effetti speciali nel cinema

    Il cinema è spettacolo, illusione, talvolta magia. E grazie agli effetti speciali, indicati spesso con l’acronimo SFX, ovvero special effect, l’illusione è quanto più simile possibile alla realtà.

    La storia degli effetti speciali nel cinema parte dai primi esperimenti sui primi e rudimentali effetti visivi del regista francese Georges Méliès, per avviarsi in un lungo, incredibile viaggio. Le tappe sono molteplici. Dall’introduzione di nuove tecniche di ripresa come lo “stop motion” o “passo uno”, ovvero l’utilizzo di un quadro o frame per secondo.

    È con questa tecnica che nasce, ad esempio, il film King Kong del 1933. Ma ce ne sono molte altre, come l’uso di “miniature”, ossia riproduzioni in scala ridotta di un ambiente o di un oggetto di grandi dimensioni. Leggendarie quelle usate nel 1966 in 2001 Odissea nello spazio.

    King Kong 1933 esempio di primi effetti speciali nel cinema
    Un frame del film King Kong del 1933 immagine: Wikipedia

    La storia del cinema e degli effetti speciali che ne animano i video prosegue senza sosta negli anni Settanta con i complessi sistemi meccanici ed elettronici detti “animatroni” (animatronic). La loro caratteristica principale e innovativa? Il comando a distanza. Erano rivestiti di vari materiali e poi truccati da maestri quali, ad esempio, l’italiano Carlo Rambaldi e l’americano Rick Baker. Nascono così gli effetti speciali di Alien (1979), E.T. (1982) Robocop e Terminator.

    Effetti speciali: tipologie e differenze

    La divisione classica degli effetti speciali nel cinema li vuole divisi tra effetti ottici e meccanici. Con l’emergere della Computer Grafica e delle tecnologie digitali si è aggiunta una nuova categoria: gli effetti visivi o post produzione digitale. A questo punto con effetti speciali si intendono gli effetti meccanici o ottici prodotti direttamente in produzione. Infine, ci sono gli effetti sonori.

    Dunque, in molti apprezziamo l’illusione che ne deriva, ma non tutti sappiamo come funzionano gli effetti speciali. Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro le tecniche che rendono “speciali” i video di un film che guardate al cinema o in tv? Scopriamolo insieme.

    Gli effetti meccanici: dalle miniature agli Slurpasaur

    Tra tutti gli effetti speciali del cinema, gli effetti meccanici, detti anche fisici o pratici, sono quelli realizzati solitamente nella fase di produzione. Ovvero durante le riprese. In questi effetti il soggetto o l’evento sono fisicamente costruiti o preparati per la ripresa. Esempio lampante di questo tipo di tecniche, molti degli effetti tipici dei film horror, come creature mostruose o maschere in lattice. Ma gli effetti meccanici sono vari. Rientrano nella categoria anche l’uso di scenari, materiali di scena meccanizzati, miniature, effetti pirotecnici o climatici. E molte altre imitazioni e ricostruzioni della realtà.

    Nella categoria delle miniature ce n’è una tutta speciale, a partire dal nome. Parliamo dello Slurpasaur, i rettili (talvolta anche aaltri animali) ingranditi otticamente, in maniera da farli sembrare dei dinosauri. Gli effetti meccanici nel cinema sono spesso incorporati nelle scenografie o nel trucco. Se su un set porte e muri vengono costruiti ad hoc per rendere più verosimile una scena di lotta, o viene truccato un attore per assumere l’aspetto di un mostro siamo nel campo degli effetti meccanici.

    Effetti ottici

    Gli effetti ottici, detti anche effetti fotografici, utilizzano delle tecniche fotografiche, come la doppia esposizione o il matte painting, per creare effetti speciali direttamente in-camera o in un momento succesivo, in post-produzione, usando una stampante ottica. Si utilizza un effetto ottico, ad esempio, per posizionare gli attori su sfondi differenti.

    Effetti visivi

    Gli effetti speciali digitali o immagini generate al computer (computer-generated imagery o CGI) sono effetti visivi generati da un computer che elabora le immagini. Si ottengono aggiungendo, togliendo o modificando degli elementi presenti nell’inquadratura, o con tecniche di animazione al computer.
    La loro ribalta è datata Anni ’90. I cineasti che li utilizzano apprezzano il maggiore grado di controllo, l’esecuzione più sicura e credibile di molti effetti. E, last but not least, i costi inferiori da sostenere. Per questo, ma non solo, molte tecniche di effetti ottici e meccanici sono stati sostituiti dalla CGI. E non solo nel cinema.

    Effetti speciali per film - Gladiatori di Roma di Rainbow CGI
    Effetti Speciali nel film “Gladiatori di Roma” realizzato da Rainbow CGI

    Il momento di svolta degli effetti speciali nel cinema arriva tra la fine degli anni ottanta, con l’avvento della computer grafica, e il 1993, con il film Jurassic Park. Con la pellicola fantascientifica di Steven Spielberg, l’Industrial Light & Magic di George Lucas stupì il mondo. Mostrare dei dinosauri tanto realistici alle prese con gli attori in carne ed ossa fu una vera novità. Ancor più di Terminator 2 e del suo “morphing”, lo sciogliersi di un oggetto animato per poi assumere le sembianze di un altro oggetto.

    Animazione 3D - effetti visivi digitali VFX
    Animazione 3D: il lavoro dietro agli effetti visivi digitali (VFX)

    Da allora le meraviglie dell’animazione digitale nelle pellicole e nei video della settima arte si sono evolute ad una velocità impressionante, grazie soprattutto ai vari programmi per il 3d, utilizzati per il grande schermo ma non solo. Un settore destinato a riservarci ancora grandi sorprese e ad oggi uno dei settori in forte crescita come meta occupazionale dei giovani. Sono in molti infatti, sempre di più, i ragazzi che dopo il liceo o l’università si chiedono come si diventa e dove si studia per diventare 3D artist.

    Quali sono gli effetti speciali migliori nel cinema?

    Vista la loro storia e le varie tipologie, sorge spontanea la domanda: quali sono i migliori effetti speciali nel cinema? Lo chiediamo a Sergio Stivaletti, maestro di effetti speciali.

    Dunque, quali sono gli effetti speciali migliori nel cinema? Meccanici o digitali? Preparati in fase di produzione o post produzione? Ovviamente non c’è un parere univoco. Abbiamo chiesto a Sergio Stivaletti, regista con oltre trentanni di carriera da effettista oltre che maestro presso la scuola Fantastic Forge, una riflessione sull’utilizzo degli effetti speciali nel cinema. Stivaletti ha creato mostri per film horror di Dario Argento come “Il cartaio”, “Phenomena” e tanti altri, ed è stato l’artefice del trucco per produzioni cult come “Fantaghirò” di Lamberto Bava.

    Dopo averci ricordato che gli effetti speciali sono quel quid non realizzabile in nessun altro modo che non sia speciale”. E questo tramite un materiale, un cambiamento dell’immagine, un oggetto.

    Alla domanda su quali siano gli effetti speciali che preferisce utilizzare per il suo cinema e per i film in generale, ci risponde: “non sono contrario agli effetti di computer grafica o digitali, ma penso che il modo migliore di usarli sia farlo in modo da integrarli con gli effetti meccanici“. Puntando un po’ di più su quelli meccanici o “vecchia maniera” per i quali è diventato famoso. Perché? Per avere più emozioni nel pubblico, grazie alla casualità delle cose “reali”, e per lasciare più spazio alle reazioni genuine degli attori. Inoltre i VFX tendono a guidare la regia.
    Quindi, secondo Sergio Stivaletti, gli effetti speciali digitali vanno usati, ma insieme e per “modulare” gli effetti speciali fisici.

    “Rabbia Furiosa – Er Canaro”: film nuovo, nuovo mix di effetti speciali

    E a proposito di Sergio Stivaletti e dei “suoi” effetti speciali nel cinema, è in arrivo la sua nuova prova dietro la macchina da presa. Esce infatti nelle sale il prossimo 7 giugno “Rabbia Furiosa – Er Canaro”, una pellicola che si ispira a una storia vera, il terribile delitto della Magliana del 1988, ma che ne ricostruisce alcuni particolari grazie agli effetti speciali.

    Effetti per lo più meccanici, ma anche di post produzione digitale, che permettono, ad esempio di sostituire un cane vero con una sua riproduzione. O di farci sembrare uno o più personaggi feriti e insanguinati senza esserlo davvero. Dunque, l’attuazione di quella “integrazione” di effetti speciali di nuova e vecchia concezione, che permettono di ottenere il massimo del realismo senza rinunciare alla creatività e alla “casualità del reale”.
    Potete averne un assaggio guardando il trailer del film:

    Per vedere tutto il resto c’è il cinema, il luogo in cui le illusioni riescono a diventare realtà. Grazie agli effetti speciali.

     

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