Giornata internazionale della donna (festa della donna)
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Giornata internazionale della donna (festa della donna)

L’8 marzo di ogni anno ricorre la celebrazione della Giornata internazionale della donna. Da dove nasce e perché proprio l’8 marzo?
Scopriamo le origini, come festeggiare, i film da vedere e frasi famose.

    Giornata internazionale della donna (festa della donna)

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    Femminismo non è una parola oscena. Penso soltanto che le donne appartengano alla popolazione umana con gli stessi diritti di chiunque altro.

    Cindy Lauper

    Origini

    Le origini della festa della donna vengono attribuite a incidenti in cui morirono per lo più donne: si fa riferimento ad un incendio scoppiato l’8 marzo del 1908 all’interno di una fabbrica di camicie a New York o, ancora, ad una repressione ai danni delle donne avvenuta ad opera di poliziotti newyorkesi durante una manifestazione di operaie tessili.
    Ma l’origine della Festa delle donne ha una matrice di stampo economico-politico.
    La giornata internazionale dei diritti della donna è stata istituita dall’Onu il 16 dicembre 1977, mentre i semi di questo fiore sono stati piantati durante il VII Congresso della Seconda Internazionale Socialista, svoltasi dal 18 al 24 agosto del 1907.
    Il Congresso aveva lo scopo di introdurre, anche per le donne, il suffragio universale, tematica a cui si aggiunsero, in seguito, le discriminazioni sessuali, lo sfruttamento delle lavoratrici da parte dei datori di lavoro, la differenza di salario e degli orari di lavoro. Il partito socialista americano decise, quindi, di dedicare una giornata a questa importante lotta, proprio per non far dimenticare l’importanza della tematica e il percorso seguito per raggiungere l’obiettivo.

    La prima giornata internazionale dei diritti della donna si svolse il 23 febbraio 1909. Dopo anni in cui la celebrazione non ebbe una data fissa, si ebbe la svolta l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo, durante uno sciopero di donne che chiedevano la fine della guerra.
    Poiché la risposta dei cosacchi a questa manifestazione fu molto blanda, a questa seguirono altre manifestazioni che contribuirono al crollo dell’impero zarista.
    Il 14 giugno del 1921 si tenne a Mosca la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, durante la quale si decise che l’8 marzo di ogni anno si sarebbe celebrata la “Giornata internazionale delle donne operaie”.

    Il «Woman’s Day» negli Stati Uniti (1908-1909)

    Negli Stati Uniti il Woman’s day è il nome attribuito alla conferenza tenutasi il 3 maggio 1908. La socialista Corinne Brown, nel febbraio del 1908, scrisse sulla testata The Socialist Woman che il Congresso non aveva il diritto di imporre alle donne socialiste con chi allearsi per la propria liberazione.
    Il 3 maggio 1908, a causa dell’assenza dell’oratore ufficiale designato, Corinne Brown tenne una conferenza al Garrick Theater, alla quale vennero invitate solo le donne. Questa giornata venne ricordata come Woman’s day anche per le tematiche trattate: sfruttamento del lavoro femminile da parte dei datori di lavoro, la differenza di salario, le discriminazioni sessuali e il diritto di voto alle donne.

    La Conferenza di Copenaghen (1910)

    Dal 26 al 27 agosto 1910 a Copenaghen si tenne la Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, nella Folkets Hus (Casa del popolo) durante la quale si decise di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
    Nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza, però, non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne. Tutto ciò, invece, risulta nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, nel quale viene indicato che la Giornata internazionale della donna è «stata assunta come risoluzione».

    Mentre negli Stati Uniti la Festa della Donna continuò a tenersi l’ultima domenica di febbraio, in Germania, Austria, Svizzera e Danimarca, questa celebrazione si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911 su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo Aleksandra Kollontaj, venne scelta quella data perché in Germania, «il 19 marzo 1848, durante la rivoluzione, il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne». In Francia, invece, la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi; a Vienna, invece, alcune manifestanti portarono con sé delle bandiere rosse (simbolo della Comune) per commemorare i caduti di quell’insurrezione. In Svezia la giornata dedicata ai diritti delle donne si svolse il 1º maggio 1911, in concomitanza con le manifestazioni per la Giornata del lavoro.

    La manifestazione non fu ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi: nella maggior parte dei casi, tutte le manifestazioni che prendevano vita venivano fermate dalle forze dell’ordine che intervenivano per placare le insurrezioni le quali, in qualche caso, terminavano con un arresto. Come nel caso dell’8 marzo 1914, in cui la giornalista socialista Sylvia Pankhurst, che aveva da poco fondato la East London Federation of Suffragettes, venne arrestata a Charing Cross, mentre si stava dirigendo verso Trafalgar Square, dove avrebbe dovuto tenere un comizio.

    8 marzo: festa della donna

    Da allora, l’8 marzo di tutti gli anni si celebra la Giornata mondiale della donna, spesso ritenuta una mera celebrazione, senza considerare le lotte, molte volte macchiate di sangue, che hanno condotto il popolo femminile a raggiungere, in molte parti del mondo, il riconoscimento del proprio status quo.

    8 marzo 1917

    L’8 marzo 1917, in Russia, le donne della capitale guidarono una grande manifestazione a rivendicazione della fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi, preposti a reprimere la protesta, incoraggiò le successive manifestazioni che portarono al crollo dello zarismo.
    Ecco perché l’8 marzo 1917 è rimasto nella storia come l’inizio della Rivoluzione russa di febbraio. Per questo motivo, e per fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenutasi a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò per l’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia».

    La festa della donna in Italia

    Dal 1921 in poi la commemorazione della giornata dei diritti delle donne prese piede in tutto il mondo. In Italia, nel settembre del 1944 si costituì l’UDI, l’Unione Donne Italiane, che decise di celebrare questa ricorrenza nella giornata dell’8 marzo: tutto questo avveniva nel 1945 e le commemorazione riguardava le zone dell’Italia già liberata. All’UDI appartenevano le donne afferenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro.
    Finalmente dal 1946 in poi, l’8 marzo venne celebrato in tutta Italia.

    La mimosa: il simbolo della festa della donna

    Il simbolo della festa della donna è la mimosa: fiore del periodo, che prende vita tra febbraio e marzo ed è stato definito tale grazie ad una idea Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, tutte e tre parlamentari.
    La mimosa, oltre a fiorire nel periodo della Commemorazione, simboleggia la forza e la femminilità tipiche delle donne, e il suo fiorire anche in terreni aridi ricorda la resilienza femminile, una capacità che ha permesso loro di rialzarsi dopo ogni difficoltà. E’ anche un fiore economico, che può essere regalato da tutti a tutte. Intanto negli anni ’50, sempre in Italia, in periodo di guerra fredda, la distribuzione della mimosa e del mensile Noi donne, redatto dall’UDI, era considerato un gesto atto a turbare l’ordine pubblico mentre tenere un banchetto per strada era equiparabile ad occupare abusivamente il suolo pubblico. Nel ’59 le senatrici Luisa Balboni, del PC, e Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, del PS, presentarono all’unisono una proposta di legge secondo la quale la giornata della donna dovesse essere una festa nazionale. L’iniziativa però non ebbe seguito.
    Solo negli anni ’70 l’Italia vide nascere un nuovo movimento: il movimento femminista.

    Come festeggiare

    Dopo un po’ di storia, quindi, come festeggiare la festa della donna? Purtroppo il periodo non è dei migliori per poter pensare di organizzare qualcosa fuori porta, per cui bisogna adattarsi con ciò che si ha. Una cena e un bel film, magari con un ramo di mimosa, è l’abbinamento ideale per trascorrere questa serata.

    Come si festeggia la festa della donna nel mondo

    Se in Italia si è soliti regalare un ramo di mimosa a sottolineare la lotta per l’emancipazione femminile, nel mondo sono molteplici i modi di celebrare questa ricorrenza.
    Ad esempio, a Quinto, capitale dell’Ecuador, le donne si ritrovano al Parque de las Mujeres per festeggiare la loro emancipazione, organizzando feste, spettacoli e iniziative culturali.
    In Perù, invece, la giornata della festa della donna viene dedicata alla beneficenza: si cucina la polladas e il ricavato che si ottiene dalla sua vendita viene investito per finanziare attività a favore delle donne.
    Nelle Filippine è celebre il lancio in cielo delle lanterne luminose. Famoso fu quello del 2016 che ebbe risonanza mondiale.
    In Cina, invece, il giorno della festa della donna vede le strade riempirsi di striscioni rossi con frasi di augurio per le donne e le ragazze che vivono nei campus scolastici, invece, possono scrivere i propri desideri su delle bacheche assieme al loro numero, nella speranza che un ragazzo li chiami e li esaudisca.
    Nei paesi dell’Est Europa, la festa della donna viene celebrata come un capovolgimento di ruoli. Gli uomini, infatti, trattano le proprie compagne come delle vere e proprie regine, riconoscendo loro tutti i meriti, sia lavorativi che domestici, che le vedono impegnate tutto l’anno. Per un giorno, quindi, gli uomini svolgono tutte le faccende che sono appannaggio della donna.

    Come si festeggia l’8 marzo il Italia

    In Italia regalare un ramo di mimosa per la festa della donna va per la maggiore. Il simbolo di questo fiore è ormai noto e nessun altro, probabilmente, lo eguaglierebbe.
    Ma che ne dici se, ad un ramo di mimosa, abbiniamo una bella cena e un bel film a tema? Un accoppiata perfetta per una serata altrettanto perfetta!

    Film sulle donne

    Tra i titoli di film sulle donne che ti suggeriamo di guardare, ricordiamo Frida, Il diritto di contare, Million Dollar Baby, The Iron Lady e Marilyn. Oppure ti consigliamo le seguenti trame.

    Erin Brockovich

    Una trama da non perdere è Erin Brockovich: una trentenne segretaria precaria di uno studio legale, madre di 3 figli, mossa da un senso di giustizia, di intraprendenza e di curiosità, decide di indagare sull’inquinamento delle falde acquifere di una cittadina californiana.

    La bicicletta verde

    Un altro film famoso che ti consigliamo di guardare è La bicicletta verde: basato sulla rivendicazione femminile in una Arabia Saudita che vede le donne assoggettate al volere dei propri mariti, soggiogate da una mentalità maschilista e classista. Wadjda, una giovane ragazza, con l’ingenuità che la contraddistingue, vuole insegnare la libertà di vivere il proprio status di giovane donna senza chiudersi negli schemi di una società bigotta.

    Credo in un solo padre di Luca Guardabascio

    L’8 marzo 2021 esce anche l’opera prima di Luca Guardabascio, Credo in un solo padre. Un cast italiano e internazionale per dare voce ad una struggente storia di violenza familiare. Maria è costretta a subire le angherie del suocero Giuseppe in una realtà in cui tutti sanno e nessuno denuncia. La stessa sorte, da li a poco, toccherà anche alla figlia.
    Una storia, purtroppo, già vista ma avente una cornice talmente attuale il cui obiettivo è far riflettere sia donne che uomini sull’attualità di una condizione ormai ancestrale.

    Frasi famose

    Molte sono le frasi famose scritte da donne per le donne, e non solo.

    Luna Del Grande scrive:
    “Le donne forti sono come uragani. Diventano indomabili, quasi irraggiungibili. Non si fermano davanti a nulla. Sono discrete e amano quasi in segreto. Hanno sguardi sicuri e il cuore pieno di lividi. Sorridono e ingoiano lacrime. Loro, sono le donne che fanno la differenza.”

    “Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.” è il pensiero di Rita Levi Montalcini.

    Maya Angelou afferma: “Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne.”

    Frasi famose misogene

    Non mancano purtroppo frasi di disprezzo nei confronti della donna e del suo ruolo all’interno della società. E’ bene ricordarle nel giorno della festa della donna per comprendere, ancora più a fondo, il cammino intrapreso nei secoli per raggiungere un certo grado di emancipazione.

    Chi della donna si fida si fida dei ladri” sentenziò Esiodo (VIII-VII secolo a.C.)

    Benito Mussolini (29/07/1883-28/04/1945), a proposito della donna, affermò: “La donna deve obbedire. […] Essa è analitica, non sintetica. […] La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente essa non dev’essere una schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale, mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare. 

    Frasi positive

    Per fortuna la letteratura è anche piena di frasi d’amore e di benevolenza nei confronti delle donne.

    Madame de Lambert (1647-1733):In tutti i tempi è stata trascurata l’educazione delle donne, non c’è attenzione che per gli uomini, e le donne, come fossero una specie a parte sono state abbandonate a sé stesse prive di aiuto, senza pensare che compongono la metà del mondo

    Malala Yousafzai (attivista pakistana nata nel 1997):Sedermi a scuola a leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio. Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no.

    Nilde Iotti (1920-1999), durante il discorso di insediamento alla Camera dei Deputati. “Io stessa – non ve lo nascondo – vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione. Essere stata una di loro e aver speso tanta parte del mio impegno di lavoro per il loro riscatto, per l’affermazione di una loro pari responsabilità sociale e umana, costituisce e costituirà sempre un motivo di orgoglio della mia vita.”

    Buona celebrazione della donna a tutte, 365 giorni l’anno!

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